Visione disturbata

2017, tecnica digitale, stampa su carta baritata, 50x70 (ogni foto).

“Vivere (o volere) significa desiderare qualcosa che non si ha. Nell'uomo questa cosa istintiva viene percepita secondo coscienza, per cui se il desiderio non viene appagato, la sofferenza è maggiore. Quando si desidera si soffre, perché si è in tensione; e quando si raggiunge lo scopo, si è soddisfatti, ma solo temporaneamente, poiché ben presto emergono nuovi bisogni o desideri e il ciclo si ripete.”

(Artur Shopenhauer)

La vegetazione, in questo caso sicula, viene vista come ritorno al primordiale. L'individuo, da sempre, sente l’esigenza  di riappropriarsi di questo luogo,un luogo quasi perduto e dimenticato da cui tutto ha origine e a cui tutto ritorna. Egli rincorrere questa “natura” o meglio dire questo spiraglio di luce, ma inevitabilmente non riesce a raggiungerlo, riesce semplicemente a sfiorarlo a causa della sua condizione finita e caduca.

Il lavoro cerca di riflettere quindi sullo smarrimento umano, ma anche sulla ricerca, quasi esasperata e maniacale, di "ri-connettersi" alle proprie origini.

Particolari

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