Armature vegetali

2020,sculture in sparto pungente di dimensioni variabili e  stampe fotografiche, 50x70 cm, Idea4mi, Milano.

Il termine resilienza è difficile da definire poiché si tratta di un termine che viene utilizzato in vari ambiti e con differenti significati. In ingegneria, con il termine resilienza si indica la capacità di una struttura di non spezzarsi di fronte ad un improvviso urto. Nel campo degli affari , è spesso utilizzato in relazione a quella pratica di predisporre sistemi di dati e risorse con il fine di procedere nelle operazioni anche nel caso in cui ci siano dei disastri. In psicologia, indica l’abilità di un dato individuo di superare un trauma. Infine, ma non meno importante, nell'ambito dell’ecologia , connota la grande capacità di un ecosistema di sfuggire ad un livello di degrado.

Quando si fa riferimento a questo dato concetto è inevitabile non citare le piante come esseri viventi più resilienti in assoluto. Oggi infatti, non esiste parte del nostro pianeta che non sia invasa da esse.

Prendendo le mosse dalla grande capacità resiliente delle piante è nato il progetto svoltosi nel centro antiviolenza Cerchi D’Acqua (Milano) per donne maltrattate. Esso si è svolto seguendo tre fasi diversificate: la semina, la realizzazione di vestimenti vegetali (attraverso l'intreccio di foglie) e i corpi organici. I materiali utilizzati in ognuna di queste fasi sono stati prettamente naturali e hanno avuto come colonna portante l’erbaccia, la più forte e resistente tra le piante.

"La natura si abita" si è soffermata, nello specifico, sul concetto di abitare qualcosa di simile e diverso da noi. Ciò ha implicato quindi  la realizzazione di vestimenti  con foglie di Sparto pungente. Tessendo le foglie insieme alle donne si è venuto a creare un vero e proprio legame che ha permesso lo scambio reciproco di nuovi stimoli e idee all'interno del gruppo. La creazione dei vestimenti, ha richiesto la partecipazione del corpo stesso, utilizzato dalle donne per prendere misure, provare e creare degli indumenti che potessero essere indossati. Indossarli ha dato la possibilità di vivere in prima persona la commistione con la natura e di sperimentare il senso di "protezione".

Dopo la realizzazione degli indumenti sono state scattate delle foto che hanno documentato il lavoro in se.

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